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La guida essenziale per accompagnare gli anziani nella loro vita digitale quotidiana

Nel 2025, l’Insee stima che il 54 % delle persone di 75 anni o più siano in situazione di illetteratismo digitale stretto. Se si includono quelle che…

Une femme senior aux cheveux argentés utilisant une tablette numérique dans sa cuisine, représentant l'accompagnement des personnes âgées dans l'usage du numérique au quotidien

Nel 2025, l’Insee stima che il 54 % delle persone di 75 anni o più siano in situazione di illetteratismo digitale stretto. Se si includono coloro che non padroneggiano almeno una competenza digitale di base, la proporzione raggiunge l’82 %. Usare occasionalmente Internet non significa sapere effettuare autonomamente una procedura amministrativa o proteggere un account. Accompagnare gli anziani nella loro vita digitale quotidiana implica misurare con precisione dove si trovano i blocchi, piuttosto che offrire consigli generici.

Illetteratismo digitale degli anziani: le differenze per fascia d’età

I numeri globali nascondono realtà molto diverse a seconda dell’età. La distinzione tra “utilizzare Internet” e “essere autonomi online” cambia radicalmente la lettura della frattura digitale.

Indicatore 60-74 anni 75 anni e oltre
Illetteratismo digitale stretto (Insee 2025) Minoranza significativa 54 %
Carente di almeno una competenza di base Proporzione elevata 82 %
Uso dell’IA generativa Basso ma in aumento Quasi inesistente

Questa tabella evidenzia un netto distacco dopo i 75 anni. I 60-74 anni sono stati spesso esposti al digitale verso la fine della carriera professionale. Al contrario, gli over 75 accumulano un apprendimento tardivo, interfacce raramente adattate e talvolta deficit visivi o motori che complicano la navigazione.

Il sondaggio TIC famiglie 2025, riportato dalla Banca dei Territori e Promozione Salute Île-de-France, sottolinea un’altra differenza: l’IA generativa è utilizzata soprattutto da persone già a loro agio con il digitale. Gli anziani poco autonomi rischiano di rimanere distanti da servizi che potrebbero semplificare la lettura di corrispondenza o la preparazione di pratiche. L’ascesa di questi strumenti accentua le disuguaglianze piuttosto che ridurle.

Piattaforme come seniorweb.fr offrono risorse mirate per ridurre queste differenze, adattando il vocabolario e il ritmo di apprendimento ai reali bisogni degli utenti più lontani dal digitale.

Un uomo anziano e una giovane donna guardano insieme un computer portatile, illustrando l'accompagnamento intergenerazionale nell'apprendimento del digitale

Sicurezza online degli anziani: la trappola del falso supporto tecnico

La formazione al digitale non può limitarsi all’apprendimento dei gesti (cliccare, navigare, compilare un modulo). La sicurezza online costituisce un aspetto a sé stante, e un tipo di truffa colpisce in particolare gli anziani: il falso supporto tecnico.

Lo scenario è collaudato. Una finestra di avviso appare sullo schermo, imitante un messaggio ufficiale dell’editore del sistema operativo. Invita a chiamare un numero di telefono d’urgenza. Un operatore chiede poi di dargli il controllo della macchina da remoto, per poi fatturare un intervento fittizio o installare un software malevolo.

  • Non chiamare mai il numero visualizzato da un avviso che appare nel browser: nessun editore legittimo visualizza un numero di telefono in un pop-up.
  • Non lasciare mai che uno sconosciuto prenda il controllo del computer tramite un software di controllo remoto, anche se si presenta come un tecnico.
  • Chiudere la finestra forzando la chiusura del browser (Ctrl+Alt+Canc su Windows, forzare l’uscita su macOS), poi svuotare la cache del browser prima di riaprirlo.
  • In caso di dubbio, contattare un familiare o un assistente prima di qualsiasi azione, mai il numero visualizzato.

Questo semplice riflesso – non reagire all’urgenza imposta dallo schermo – dovrebbe far parte di ogni accompagnamento digitale familiare o associativo.

Accessibilità digitale: cosa cambia con la normativa europea dal 2025

Dal 28 giugno 2025, l’European Accessibility Act impone obblighi di accessibilità digitale a una parte importante del settore privato. Questa direttiva europea va oltre i soli servizi pubblici e riguarda ora i siti di commercio online, i servizi bancari, i trasporti e le telecomunicazioni.

Per gli anziani, questa evoluzione ha conseguenze concrete. I pulsanti troppo piccoli, i contrasti insufficienti, i moduli incomprensibili non riguardano più solo il comfort: diventano mancanze normative. L’accessibilità digitale non è più un bonus, è un obbligo legale esteso al privato.

Al contrario, questa normativa non risolve tutto. Un sito accessibile dal punto di vista tecnico (conforme ai criteri WCAG) può rimanere inutilizzabile per una persona che non comprende il vocabolario utilizzato o che non sa interpretare un menu a discesa. L’accessibilità tecnica e l’accompagnamento umano sono complementari.

Cosa possono verificare gli assistenti familiari

Senze competenze tecniche particolari, un assistente può valutare se un servizio online presenta problemi per un anziano osservando alcuni punti: la dimensione dei testi è sufficiente senza zoom? I pulsanti d’azione sono identificabili a colpo d’occhio? Il percorso per completare un compito (pagare una bolletta, prendere un appuntamento) supera le cinque fasi?

Se la risposta a una di queste domande è no, il problema deriva spesso dal servizio, non dall’utente. Segnalare queste difficoltà alle piattaforme interessate contribuisce a far progredire l’accessibilità reale, oltre la conformità formale.

Un uomo anziano sorridente utilizza uno smartphone da solo nel suo soggiorno, simboleggiando l'autonomia digitale degli anziani nella vita quotidiana

Formazione digitale degli anziani: laboratori collettivi o accompagnamento individuale

Due grandi formati di apprendimento coesistono per accompagnare gli anziani verso l’autonomia digitale. I laboratori collettivi favoriscono la motivazione di gruppo e permettono di de-dramatizzare gli errori. L’accompagnamento individuale, invece, si adatta al ritmo e ai bisogni specifici di ciascuna persona.

In pratica, i laboratori collettivi funzionano meglio per i 60-74 anni già parzialmente connessi, mentre gli over 75 in illetteratismo digitale stretto progrediscono di più con un follow-up personalizzato. Sessioni brevi, incentrate su esercizi concreti legati alle pratiche quotidiane (consultare un estratto pensionistico, inviare un’email, verificare un appuntamento medico), facilitano la memorizzazione dei gesti.

La formazione degli animatori è un punto determinante. Un accompagnatore che utilizza un gergo tecnico o che effettua le operazioni al posto dell’anziano non trasmette nulla. La postura pedagogica – lasciare fare, riformulare, non correggere troppo in fretta – conta tanto quanto il contenuto insegnato.

Il divario digitale degli anziani dopo i 75 anni non si colmerà solo con la moltiplicazione di guide o applicazioni semplificate. I dati mostrano che il leva più efficace rimane la presenza umana, sia essa familiare, associativa o istituzionale, combinata con servizi online realmente accessibili.

La guida essenziale per accompagnare gli anziani nella loro vita digitale quotidiana